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Allarme rootkit, riscontrati in software Symantec Stampa E-mail
sabato 14 gennaio 2006

Ancora brutte notizie per la privacy dei possessori di pc. Dopo lo scandalo scoppiato a seguito del rinvenimento di un rootkit all'interno dei CD prodotti dalla Sony BMG, ora pare sia presente anche all'interno dei un software della Symantec, azienda leader nel settore della sicurezza e produttrice del software Norton System Works.

Questo l'articolo pubblicato sul sito interfree.it che riprende una news lanciata da studiocelentano.it

"Il ricercatore esperto in sicurezza Mark Russinovich, che ha fatto scoppiare lo scandalo del rootkit inserito nei CD della Sony-BMG, e' tornato con pessime notizie.

Russinovich e un team della F-Secure hanno scoperto un nuovo programma dalle dubbie attivita' nascosto all'interno di un software della Symantec, azienda leader nel settore della sicurezza.

Norton SystemWorks, uno dei prodotti di punta dell'azienda, include una tecnologia invisibile che nasconde una particolare directory di Windows.

Anche se il fatto di rendere invisibile una cartella di sistema potrebbe avere un fine di sicurezza, questa stessa caratteristica si potrebbe ritorcere contro lo stesso utente.

I programmi anti-virus, per esempio, non vedrebbero la cartella, mentre i programmatori di virus saprebbero come sfruttare al meglio questi lati oscuri del sistema operativo."

Questa invece la spiegazione del significato del termine rootkit offerta dal sito html.it

"I rootkit sono dei software che consentono l'esecuzione di varie funzioni di cracking del computer. Il loro utilizzo viene eseguito dall'aggressore dopo essere entrato nel sistema e averne violato la sicurezza. Come primo requisito dei rootkit vi è la possibilità di nascondersi alle normali procedure di monitoraggio degli amministratori di sistema e degli utenti comuni. I rootkit agiscono infatti ad un profondo livello del sistema, intercettando le comuni operazioni dei software e nascondendosi dietro di esse. Nessun log e nessuna visualizzazione dei processi attivi sono in grado di identificarli.

Una volta installato e configurato a dovere, il rootkit può eseguire le più comuni operazioni di cracking dei sistemi. Vengono utilizzati soprattutto per tenere aperti gli accessi alla macchina dopo che essa è stata violata attraverso l'uso di diversi exploit di vulnerabilità. I rootkit, accoppiati con altri strumenti di insicurezza informatica, sono in grado di registrare le sequenze di caratteri composte sulla tastiera e di inviarle ad un destinatario specifico; possono nascondere le attività di un cavallo di troia, o ancora funzionare da postazioni "zombie" da attivare per spedire spam o per eseguire attacchi di Denial Of Service verso altri computer."

Fonte: anti-phishing

 
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